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Ph. Nicola Angeli, Federico Modica - Archivio Immagini APT Val di Fassa

Le Vie Ferrate e i percorsi della Grande Guerra al Passo San Pellegrino

Tra i camminamenti della Prima Guerra Mondiale

Le trincee caratterizzano le escursioni al Passo San Pellegrino, itinerari emozionanti tra natura e storia. Passaggi suggestivi passando dove un tempo i soldati austriaci e quelli italiani combattevano. Non è difficile trovare alcuni reperti storici: soprattutto scatolette di cibo e filo spinato, talvolta proiettili esplosi ed oggetti di uso comune.

Per chi ama l'avventura ricordiamo solo che per avvicinarsi alle vie ferrate è necessaria un'attrezzatura adeguata: scarponcini, imbrago e caschetto. Eventualmente chiedere alle guide alpine locali che organizzano escursioni noleggiando il materiale idoneo. Qui alcune vie ferrate:

  • Alta Via Bepi Zac – è una delle prime vie ferrate che avvicinano i bambini all’arrampicata. Dal Passo San Pellegrino si arriva a piedi o in seggiovia al Passo Selle, poi è necessario avventurarsi a destra per il sentiero 637 ripido in salita ed arrivare all’attacco della via ferrata. La prima parte è facile, si arriva alla forcella Ciadin e da lì si può scendere dai prati. Il tempo di percorrenza varia molto a seconda del tempo che si dedica alla visita delle postazioni militari. I più allenati e tecnicamente più bravi, possono proseguire fino al rifugio Fuciade.
  • Alta Via Federspiel – consigliata solo ad alpinisti attrezzati e tecnicamente pronti ad affrontare tratti talvolta molto esposti. Dal Passo San Pellegrino si raggiunge a piedi o in seggiovia il Passo Selle. Si prende il sentiero 616 a sinistra e si procede lungo i camminamenti della Grande Guerra. Una volta arrivati alla forcella Ricoletta si può decidere se continuare l’alta via o scendere verso Moena. Proseguendo si raggiungono la Cima Malinverno, la forcella della Costella e infine si scende a Moena. Escursione impegnativa della durata di circa 7 ore.
  • Alta Via Mariotta – con partenza dal Passo San Pellegrino si consiglia la salita con la funivia del Col Margherita. Il sentiero 658 a sinistra imbocca l’alta via, sui baraccamenti della Prima Guerra Mondiale, sul fronte italo-austriaco. E’ un’escursione molto panoramica, tra sali e scendi porta alla ripida dorsale che raggiunge la vetta Juribrutto. Ora si scende fino alla forcella Juribrutto e si decide se tornare subito al Passo San Pellegrino o proseguire alla conquista della Cima Bocche.

 

Tra gli itinerari che testimoniano la storia della Prima Guerra Mondiale al Passo San Pellegrino, conflitto di posizione tra Italiani e Austriaci, ovvero di conquista delle montagne che allora fungevano da confine tra Stati, Ve ne segnaliamo una paio qui di seguito:

  • Fango e Galleria di Ricoleta: in località Fango (in ladino 'L Fanch') si trovava la seconda linea difensiva austriaca. Purtroppo oggi le trincee vere e proprie non sono più visibili perché interrate immediatamente dopo la Grande Guerra. Tuttavia, è stata recentemente individuata una galleria rinconducibile a questa prima linea di trinceramenti. Si tratta di un percoso molto semplice con dislivello minimo percorribile in circa 2 ore e mezza;
  • Ricoveri del Colifon: partendo dal Passo San Pellegrino, la risalita è possibile a piedi oppure abbreviando il percorso di circa mezz'ora utilizzando la Seggiovia Costabella. Da qui si prosegue verso sinistra prendendo come riferimento i segnavia avvolti da filo spinato sino a raggiungere gli avamposti italiani dove è ancora possibile ammirare le postazioni delle mitragliatici e le gallerie belliche. La discesa è possibile attraverso la mulattiera italiana, ancora in buone condizioni, la quale veniva utilizzata dai soldati italiani negli anni della guerra.

 

Consulta e scarica qui  la cartina con gli itinerari della Grande Guerra in Val di Fassa.

 

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